La nostra storia | Il
suono della voce
è già musica. La voce è il più grande traguardo raggiunto dall'uomo con la posizione eretta; è il primo strumento che si usa quando si nasce per esprimere la vita. Il canto rappresenta, tra le attività spirituali dell’uomo, quella con il più alto valore sacro e simbolico ed è un veicolo tramite il quale si proiettano nello spazio emozioni in modo diretto: l’eco che produce si espande nelle vallate, dietro le colline, oltre le creste delle montagne. Il canto è gioia, sorriso, dolore, pianto, ma soprattutto il canto è VITA!!! Deve essere stato questo lo spirito che ha spinto, nel 1950, un gruppo di amici escursionisti alpini di S. Zenone degli Ezzelini (TV) iscritti al C.A.I. (Club Alpino Italiano) e un giovane intraprendente maestro di musica, un tal TONY PIOTTO, ad aggregarsi per coltivare lo stesso interesse, cioè quello di cantare. Alla nascita fu un coro misto che interpretava canti liturgici e patriottici. A questo punto mancava solo il nome del gruppo. Essendo nato in un paese che geograficamente è ai piedi del Monte Grappa, prese il nome dalla montagna che sovrasta S. Zenone degli Ezzelini: “CORO
MONTE GRAPPA”
Tony Piotto è forse il personaggio più emblematico del comune di S. Zenone per le sue molteplici attività in campo culturale ed amministrativo. Nato nel 1923, si è diplomato in composizione e strumentistica al Benedetto Marcello di Venezia ed è stato abilitato all’insegnamento al Santa Cecilia di Roma. Dopo la guerra che lo ha visto protagonista e prigioniero, fondò il Coro Monte Grappa nel 1950 e in seguito fu anche direttore della banda cittadina. E’ stato sindaco per due legislature e, ci tiene a dirlo, consigliere d’opposizione. Un personaggio d’altri tempi, conosciuto e rispettato da tutti.
Il
maestro Tony
Piotto
Nel 1952, il coro iniziò un nuovo percorso a quattro voci maschili, con ventotto elementi. Mantenendo sempre i canti liturgici (famosa è l’interpretazione del coro della “Messa da Requiem” del Perosi), diede priorità ai canti della guerra, degli alpini, della montagna, delle tradizioni venete, trentine e friulane; divenne così il primo coro alpino della pedemontana dal Brenta al Piave. Il maestro Piotto si impose subito come grande trascinatore e leader del gruppo; sotto la sua sapiente regia e la sua bacchetta magica, il coro incominciò ad ottenere dei grandi successi. Ben presto i componenti del coro divennero un gruppo di grandi amici che si stimavano a vicenda, compagni inseparabili di avventure e scherzi goliardici, ma che, all’occorrenza, sapevano aiutarsi e sorreggersi, appena se ne presentava la necessità. Per ben tre anni ci furono pertanto due cori con lo stesso nome. Nel 1963, per evitare l’omonimia, il coro di S. Zenone decise generosamente di cedere il nome “Monte Grappa” al coro di Bassano del Grappa intitolandosi, a sua volta, “Coro Tre Cime” con la particolarità di avere alcuni coristi che facevano parte di entrambi i cori. Nel frattempo il coro vede aumentare i propri componenti: i cantori, tutti appassionati al bel canto, arrivano da tutto il circondario di San Zenone, cioè da Borso Del Grappa, da Liedolo, da Ca’ Rainati, da Bessica, da Onè di Fonte, da Fonte Alto, da Asolo, da Crespignaga, da Poggiana, da Solagna, e da altri paesi ancora. Questo gruppo di persone, comunque, si sente legato a tutte le contrade italiane, nella consapevolezza che il nome del coro ha affratellato tutti gli Italiani, durante il primo conflitto mondiale. Nel 1968, con il mese di aprile arriva la prima trasferta all’estero, e precisamente in Svizzera; seguirono poi le trasferte in Francia e a Lussemburgo. Fu così l’inizio di un lungo peregrinare per tutta l’Europa. In quell’anno ricorreva anche l’anniversario della fine della prima guerra mondiale e il coro, nelle sue interpretazioni, era diventato insuperabile. Era richiesto ovunque, a tal punto di dover spesso eseguire due concerti alla settimana. Un aneddoto simpatico e curioso lo riferisce il nostro corista Piero Scremin: al ritorno da una trasferta, al confine italo-austriaco del Brennero, alle ore sei del mattino, la polizia di frontiera, riconoscendo il coro, invece di chiedere i documenti, invita il coro a cantare “LA MONTANARA”. Allora, anche se i coristi erano stanchi ed assonnati, il maestro Piotto li mise tutti in posizione e fece eseguire il canto. Questo è stato il miglior lasciapassare che si poteva presentare. Il 1968 è anche l’anno che colpisce negli affetti il maestro Piotto; infatti, la moglie Vettorina Vangelista passa a miglior vita, o come usano dire gli alpini “va avanti”. Piotto, anche se umanamente segnato, è un uomo duro, inarrestabile, vince il dolore con il canto, con l’amicizia, con quei valori antichi che i coristi gli sanno trasmettere. Nel 1968 fu inciso anche il primo 45 giri, presso la “record” di Milano, con sul fronte la canzone: “Le tre parole” e sul retro: “Canto agli studenti universitari” Anche l’anno 1969 fu un anno di grandi concerti e soddisfazioni. Fu anche un anno durante il quale il maestro Piotto ebbe qualche problema di salute, ma il coro in ogni caso rispettò tutti gli impegni che a mano a mano si presentavano. Il coro, in quegli anni, fu testimone sensibile in molti luoghi, meta di emigrazione da parte degli Italiani: portare i canti della tradizione popolare e alpina agli emigrati era sentito quasi come un dovere, e il coro era sempre accolto in modo estremamente affettuoso. Per questa ragione, nel 1974 venne accettato l’invito di Don Sebastiano Monico ad andare per la prima volta in Inghilterra e inScozia, dove il coro ebbe il privilegio di cantare nell’aula magna del municipio di Glasgow. Per molti anni il coro poté pregiarsi dell’amicizia del poeta GINO PISTORELLO, “Pisto” per gli amici. Dedicò più di qualche poesia al coro e fu uno dei maggiori esponenti dell’arte poetica nel comprensorio di Bassano del Grappa. Il suo dialetto era schietto e inconfondibilmente legato alle vie, alle piazze, al ponte vecchio, al Brenta, alle osterie, alla gente. La sua era l’immagine del vecchio Alpino dalla barba lunga, cappello con la penna nera, braghe a zuava, scarponi e calzettoni: un tutt'uno con la città della quale ha espresso, più di ogni altro, la luce familiare, il vento capriccioso e salubre, l'aroma inebriante della grappa e l'ironia dolce delle persone e delle cose. E su “Pisto” bisognerebbe aprire una pagina, ma che dico pagina, bisognerebbe aprire un libro! Basterebbe leggere la cronaca dell’avventura del coro in Inghilterra, della quale anche lui fu partecipe, riportata da “LA VOCE degli ITALIANI”, quindicinale degli Italiani in Gran Bretagna, per capire la vivacità, la qualità, l’estro, il brio, la carica, il dinamismo, l’esuberanza, la spigliatezza, e l’ironia, di cui questo uomo semplice era capace. Bisognerebbe proporre questo “reportage” ad esempio ed insegnamento a tutti coloro che studiano per diventare giornalisti. Infatti leggendo questo articolo, fin dalle prime righe ti invade la bramosia e la curiosità di sapere come è stata vissuta questa avventura, per poi accorgerti che sei arrivato alla fine e l’hai letto tutto d’un fiato. Riporterò qui di seguito soltanto l’epilogo di questo reportage: Poiché è terribile
voler
fissare la data di un sogno bello, dove non esistono né date, né tempo, ma tutto scorre in una piacevole continuità, senza incubi né paure, allora ecco: tutto questo nacque in una notte di mezza estate ed è una storia come un’altra, una storia scozzese raccontata da trenta formiche che si imbarcarono su un aquilone bianco, per conoscere il cielo ed altre terre. Forse una fiaba………
Gino Pistorello
Foto
dal giornale
“La Voce degli Italiani”
![]() Altra stupenda poesia di Gino Pistorello dedicata all'alpino Aldo Soldo, morto nella campagna di Russia;
se si riflettono un po' le parole, difficilmente si arriva alla fine senza commozione.
Questa poesia il coro l'ha inserita nella canzone "E' morto un alpin" . Nel 1975, il Coro si reca a Roma a Castel Gandolfo presso le Edizioni Paoline, per incidere il primo 33 giri. Nel 1976, la tragedia del terremoto in Friuli. L’allora Sindaco Tony Piotto e il Vicesindaco Carron Mario non persero tempo. Assieme al gruppo degli alpini di S. Zenone, andarono ad aiutare e a portare sollievo e sostegno a quelle popolazioni così martoriate dal devastante terremoto. Nacque così un legame e un’amicizia profonda con quel popolo e precisamente con gli abitanti di Majano del Friuli, tanto che al Coro Monte Grappa fu dedicata una piazzetta e più tardi, nel 2001, fu organizato il gemellaggio tra il Comune di S. Zenone e quello di Majano del Friuli, ufficializzato dai rispettivi Sindaci Speranza Marostica e Adriano Piuzzi, (entrambi grandi sostenitori del coro), nonché da riconoscimenti e da cittadinanze onorarie. La bella storia con Majano continua con l’appoggio dell’attuale Sindaco di Majano “Claudio Zonta”, di chiare origini Venete e precisamente della provincia di Vicenza, buon estimatore del nostro Coro.
Il
Sindaco di San Zenone degli Ezzelini Speranza Marostica,
il Consigliere
provinciale Piuzzi
Adriano, il sindaco di Majano Zonta Claudio e i
tre
sindaci riuniti per un gemellaggio a Traversetolo -Parma-
La
piazzetta a S.
Tommaso di Majano, dedicata al Coro
Monte Grappa.
Conferimento
della
cittadinanza Onoraria di
Majano del Friuli
al maestro Tony Piotto
Fino al 1980 si deve riconoscere al maestro Piotto anche l’impegno di aver diretto per molti anni il Coro dei ragazzi della Scuola Apostolica dei Fatebenefratelli di Romano d’Ezzelino. Nel 1982, il coro si reca in Inghilterra per la seconda volta; in questa occasione canta alla presenza del primo Ministro, signora Margaret Tacher. Nell’anno 1984, in occasione di una visita in Italia della Regina Madre d’Inghilterra, il coro ha l’onore e il privilegio di esibirsi al cospetto della regina, presso l’hotel Cipriani di Asolo. Venne eseguito l’ inno nazionale inglese a quattro voci e l’ inno di Mameli. La Regina Madre nell’udire l’inno inglese si alzò in piedi e assistette all’esibizione con visibile commozione e soddisfazione. Nell’ anno 1995, si festeggia a suon di concerti e cene il 45° anniversario; l’invitato d’onore è il cittadino onorario di S. Zenone , amico del maestro Piotto, ma anche di tutto il coro, il Sig. Adriano Piuzzi 45° con
la torta, il
segretario Nino Facchin,
il maestro
Piotto
e
Vittorio Zanotto
45°
dopo cena, Adriano Piuzzi,
tra il maestro Piotto e
Facchin si
intrattiene con alcuni cantori.
L’anno 2000 è caratterizzato dai festeggiamenti del cinquantesimo anniversario del coro. (1950 - 2000) Si festeggiano le “NOZZE D’ORO” e il coro è ancora diretto dal suo fondatore Tony Piotto. Cinquant’anni di vita, di musica, di canti, di iniziative per gli emigrati, di bella amicizia, di amore e fedeltà alle tradizioni popolari, alla cultura del nostro Veneto e delle nostre campagne. Ciquant’anni di Coro: un fatto culturale quasi unico, pieno di significato specialissimo che deriva dalla costanza dei coristi, dall’entusiasmo del Maestro, dal repertorio che viene riproposto con un attaccamento quasi “sacro” alla tradizione più vera del canto di montagna. Ha iniziato in sordina, nelle stanze della canonica di S. Zenone ed ha riempito di canzoni, di simpatia e di applausi le piazze ed i teatri di tutta Italia e di gran parte d’Europa. In occasione del 50° anniversario del Coro: il Sindaco Speranza Marostica, la Sig.ra Marilena Simonetto, attuale moglie del maestro Piotto, il maestro Piotto e l’allora Sindaco di Majano del Friuli, Piuzzi Adriano, ora consigliere provinciale che ricopre la carica di assessore alle politiche Sociali, alla cooperazione sociale e al volontariato, Ora anche per il Maestro Piotto è arrivato il momento di passare il testimone…… E chi è in grado di assumersi la responsabilità di un’eredità così importante? Molti si sono defilati dall’incarico. La paura di subire sempre il confronto con il grande maestro Piotto aleggiava nella mente e terrificava coloro che speravano o solo pensavano di poterlo sostituire. Serviva un temerario, uno che avesse già diretto un coro, uno che non temesse il confronto, uno che non si lasciasse assoggettare, uno che non si lasciasse influenzare dai sistemi e dai metodi usati finora, uno che avesse il coraggio di varcare la soglia della sala prove e l’audacia di guardare in faccia uno per uno, quel branco di vecchi lupi professionisti del canto, pronti ad azzannare chiunque non si chiamasse “Piotto”. Chi ?... Se non una donna, ma non una donna qualsiasi!. Bensì la maestra BIANCHIN RENATA! Ed
ecco
simbolicamente il passaggio delle consegne,
La maestra Bianchin Renata con il maestro Tony Piotto. Si diploma in violino al conservatorio di Sassari nel 1989. Già nel 1984 inizia la sua collaborazione con varie orchestre italiane, girovagando per tutta l’Italia e anche all’estero. Dal 1983 guida diverse formazioni corali, sviluppando l’interesse per il repertorio sacro e la musica polifonica. Dal 1999, dirige il coro parrocchiale di Onè di Fonte e dal 2002, è la direttrice artistica e Maestra del Coro Alpino “MONTE GRAPPA” di S. Zenone degli Ezzelini.
La
Maestra Bianchin
Renata
La
maestra Bianchin Renata
nelle sue tipiche espressioni durante la
direzione del coro
Da allora il coro ha avuto un’ evoluzione positiva. Si è rinnovato considerevolmente nell’organico. La maestra Renata ha inoltre saputo infondere un nuovo entusiasmo nell’interpretazione dei canti del nostro repertorio, con il suo forte carattere e, nello stesso tempo, con quella sottile delicatezza che la caratterizza. Nel 2005, si è dato il via ad una rassegna di cori, che viene ripetuta ogni anno. Di volta in volta si ospitano cori provenienti da tutta Italia, in prevalenza cori con un repertorio alpino, ma non disdegnando altri generi musicali. Nel mese di Luglio 2007, il coro ha riscontrato un notevole successo, nella trasferta a Marzling in Germania paese gemellato con S. Zenone degli Ezzelini. In quell’occasione i concerti furono gremiti da un pubblico entusiasta delle melodie dei canti, a loro poco noti, degli alpini e delle nostre tradizioni. Questa trasferta è stata resa ancor più importante e gratificante per il coro che ha avuto l’onore di essere accompagnato dal Sindaco di S. Zenone degli Ezzelini, Sig.ra Speranza Marostica . A
Marzling durante
un’esibizione
In occasione della visita a Marzling,
il Sindaco Sig.ra “Speranza
Marostica” simpaticamente indossa i costumi
bavaresi.
Nel mese di settembre 2007, il coro effettua una consegna toccante ed emozionante. Si reca a Santa Giustina di Bardi (PARMA) per consegnare ai familiari di un alpino caduto nella campagna di Russia la sua gavetta che una donna russa ha, a sua volta, consegnato ad un nostro corista durante un viaggio in Russia. Dopo averla riportata in Italia e decifrato il nome inciso, sono state effettuate scrupolose indagini, risalendo così al luogo di nascita dell’alpino. Con il contributo del gruppo alpino del luogo, è stata organizzata una cerimonia per la consegna. Erano presenti oltre ad alcuni fratelli dell’alpino caduto, molte autorità, decine e decine di gagliardetti e rappresentanti di varie armi. Per tutto il tempo l’emozione dei coristi era palpabile e, durante i discorsi dei vari oratori che si sono alternati, molte lacrime sono state versate. Tutti i componenti del coro erano consapevoli di aver adempiuto ad un dovere morale che è quello di non dimenticare: la cerimonia è simbolicamente stata estesa a tutti i soldati “martiri” caduti in Russia. Ecco
il momento più
toccante della cerimonia: la
consegna della gavetta
24-12-2007: data da ricordare. E’ la vigilia di Natale ed è la data della prima celebrazione della Santa Messa di mezzanotte sulla vetta del Monte Grappa pensata ed ideata dal coro. Anche quest’anno si è ripetuta la cerimonia che ha riscontrato una grande partecipazione di fedeli. La Santa Messa è stata celebrata da Mons. Renato Marangoni, delegato Diocesano per la famiglia della Diocesi di Padova e Presidente della Commissione Regionale per la famiglia e la vita del Triveneto; un atleta che con scarponi e racchette arriva in cima al Monte Grappa a piedi, esegue la funzione e poi se ne ritorna a valle sempre a piedi. Intanto il coro continua a eseguire concerti in Italia e all’estero, con considerevoli successi e soddisfazioni. 2010 - Ed eccoci arrivati al sessantesimo anniversario della nascita del coro. ( 1950-2010 ) Già il giorno 20-02-2010 abbiamo incominciato a fare delle feste e commemorazioni ma prima dei festeggiamenti o qualsiasi altra cerimonia di carattere mondano, abbiamo sentito il dovere di ricordare i nostri amici coristi che come usano dire gli Alpini, sono "andati avanti", con una Santa Messa celebrata da Don Fabrizio Girardi nella chiesa parrocchiale di Liedolo. In questa occasione è stata eseguita la "MESSA DI REQUIEM" di Don Lorenzo Perosi. Nella stessa serata è stata organizzata una cena sociale del coro con relativa pesca di beneficienza con i risultati che sono andati oltre alle più rosee aspettative. Una serata insomma, riuscita molto bene e la prima torta per festeggiare il sessantesimo è stato il giusto epilogo. Il
comitato con la Sig. Speranza Marostica ex Sindaco di San Zenone degli
Ezzelini e attuale Consigliere Provinciale della provincia di Treviso, grande sostenitrice del nostro coro, il Sindaco di Fonte –TV- Dott. Tondi Massimo e il comitato del coro eletto nel 2010 formato da: Bianchin Renata – Direttore artistico
Rossetti Luca – Presidente, Bonamigo Gianni – Vice Presidente, Andreatta Fabrizio – Tesoriere Fantin Lodovico – Consigliere artistico Berton Matteo - Segretario 2010 La serata del 09-10-2010 il coro organizza un concerto per festeggiare il sessantesimo, con la partecipazione della "Corale Majanese" di
Majano del Friuli. Majano è il paese gemellato con San Zenone
degli Ezzelini e la presenza della loro Corale è stata particolarmente
gradita perchè è stata un'ulteriore occasione per consolidare i
rapporti di amicizia con gli abitanti di questi paesi. Alla fine del concerto sono intervenuti il Sindaco di S. Zenone il Sig. Mazzaro Luigi, il Cons. Prov. Sig. Speranza Marostica, l'Asses. Prov. della Prov. di Treviso il Dott. Favero Marzio, l'Asses. Prov. della provincia di Udine il Sig. Piuzzi Adriano, il Vice Sindaco di Majano il Sig. Ciano Romano, e le loro parole di stima e apprezzamento per l'impegno profuso dal Coro, nel mantenere questa associazione sempre attiva dinamica e ambasciatrice dei canti della nostra cultura alpina e popolare, sono state ben gradite. ![]() "60mo" Il Coro Monte Grappa durante il concerto del sessantesimo
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"60mo" il
Sindaco Mazzaro Luigi -
il Cons. Prov. -TV- Speranza Marostica - l'Ass. Prov. -UD- Piuzzi | ||||||||||||||||
![]() | ||||||||||||||||
| "60mo" l'Ass. Prov. -TV- Favero Marzio
il Vice Sindaco di Majano Ciano Romano | ||||||||||||||||
| Il
concerto è stato un successo su tutti i fronti, per qualità,
affluenza di pubblico e autorità che con i loro discorsi di apprezzamento ci hanno
incitato e dato nuova linfa, per il prosieguo del nostro impegno. | ||||||||||||||||
| Il giorno 10-10-2010, è incominciato con una sfilata del coro con l'accompagnamento della "Banda Girasole" di San Zenone degli Ezzelini,
da una via del paese fino alla chiesa, dove è stata celebrata una messa
animata dal Coro Monte Grappa, nell'occasione vista la coincidenza, è
stato osservato un minuto di silenzio e dedicato il canto "Signore delle cime", ai quattro Alpini deceduti in un attentato in Afganistan. All'uscita dalla chiesa c'è stata una cerimonia con l'alza bandiera e deposizione di una corona ai caduti. Tutta la documentazione della cerimonia è riportata nella "galleria fotografica" alla voce "sessantesimo" | ||||||||||||||||
![]() "60mo" Banda Girasole in sfilata - Coro Monte Grappa in sfilata - Deposizione corona e onore ai caduti | ||||||||||||||||
![]() | ||||||||||||||||
| "60mo" il Coro Monte Grappa posa davanti alla chiesa di S. Zenone | ||||||||||||||||
A termine delle manifestazioni peraltro svolte e riuscite molto bene, ci si è riuniti tutti, coristi ex coristi e ospiti, nel
ristorante "Cappellari" per un pranzo dove sono stati dati dei
riconoscimenti a tutti i presenti : ai coristi ed ex coristi una
pergamena per la dedizione al coro, alla diretrice del Coro Monte Grappa Bianchin Renata, una targa di riconoscenza per l'impegno e la costanza che dedica al coro. Al corista Bellinaso Armando, una targa di riconoscenza per i suoi sessantanni di attività in seno al coro. Al maestro Piotto Antonio,
abbiamo consegnato nella sua abitazione una targa di riconoscenza
per aver fondato e diretto il coro per oltre cinquant'anni. Agli ospiti
è stato donato un cristallo con il logo del coro Monte Grappa. | ||||||||||||||||
![]() | ||||||||||||||||
"60mo" Il pres. Rossetti consegna una targa alla maestra Bianchin Renata e al corista Bellinaso Armando | ||||||||||||||||
Alla fine del pranzo come di regola si taglia la torta e la nostra era particolarmente buona e gradita. | ||||||||||||||||
![]() | ||||||||||||||||
"60mo"Il comitato del coro con la maestra Bianchin e tra il
Sindaco Mazzaro L. e il Cons. Prov. Speranza M. | ||||||||||||||||
| Dopo
il pranzo tutti i cantori si sono recati a render visita al fondatore
del coro, il maestro Tony Piotto, gli è stata consegnata una targa
ricordo e cantati alcuni canti del nostro repertorio. Il Maestro ci ha
accolto con grande commozione e durante i canti la sua partecipazione
emotiva è stata talmente alta che ad un certo momento si è temuto per
la sua incolumità. | ||||||||||||||||
![]() | ||||||||||||||||
Il
resto della storia del Coro
Monte Grappa la stiamo costruendo e
vivendo in questo momento…..
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![]() Il Coro Monte Grappa e sullo sfondo la cima del "Monte Grappa" | ||||||||||||||||
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